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Un blob di blog, come quello che si fece nel 2002, ma su Tumblr

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Archive

Feb
29th
Fri
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PunKossiga

Lui è tutto. Come Enrico Ruggeri, Cossiga è stato punk prima di te. Adesso è indie-emo ma, già che si intravede all’orizzonte il ritorno dell‘hair-metal, Cossiga sarà annoverato come socio fondatore dei Faster Pussycat. A Cossiga spiegano lo wi-fi e lui si installa tre sistemi wi-fi in casa, naturalmente criptati e protetti (solo i servizi segreti spagnoli hanno violato il muro di sicurezza del Picconatore, un piccolo portatile che tiene in salotto e tramite il quale chatta con Batasuna.) I blogger si vomitano addosso storie di amori falliti e droghe, rock e morte? Fanno e rifanno siti nei quali straparlare solo dei cazzi propri? Tanto Cossiga già sa tutto: Ustica, Moro, Bologna, massoneria e BR. A quando i CossigaFacts? Fate pure. Cossiga l’ha già letti tutti.
(Il Feroce Direttore, “Gli impossibili ‘facts’ dell’unico uomo che li meriterebbe”)

Leggi Famiglia Cristiana e dopo un po’, nemmeno ti accorgi come, inizi a percepire la pressione di un tiepido, paterno palmo sulla nuca, che ti orienta sì (e comunque alzi la mano chi non ha mai sentito il bisogno di un nocchiero, magari in un momento di confusione), ma che ti sostiene e rassicura al punto da farti sembrare irrisorio e anzi dovuto ciò che chiede in cambio.
La sensazione, assicuro, è gentile, rassicurante, piacevolissima.
Tipo l’eroina.
(ThePetunias)

Un po’ come un tiro di coca. Ed oggi capisci che adesso e’ sull’altra facciata che si lavora.
(It is Getting Tougher to Say the Right Things, “Antidotes”)

Io mi sorprendo sempre ogni volta che vedo la pletora di gente, anche di sinistra, che sta lì a pendere dalle labbra e dalle sparate senili di questo anziano papista fascio ormai andato, detto picconatore. Anche perchè da “giovane” politico attivo era il principe del sistema degli stronzi, quando con i suoi blindati attaccava tutto ciò che portava un po’ di novità in questo povero paese papista, soprattutto se proveniva dai giovani.

Nonostante ciò ogni volta che si lamenta per lo spostamento del catetere, tutti lì a riprendere la sbavata e ad imbastirvi migliaia di discussioni.

Sinceramente, non è che col passare del tempo gli stronzi migliorano, anzi..
(Neskens, “Ma pensa al tuo catetere”)

Un po’ di tempo fa si confermava quanto già si era detto: il 27 giugno 1980 sopra il Mediterraneo, più o meno all’altezza di Ustica, c’era la guerra. Ma per l’abbattimento del DC9 dell’Itavia, l’aereo civile partito da Bologna alla volta di Palermo che si trascinò dietro 81 persone, sono andati tutti assolti i vertici dell’aeronautica italiana. E ora sembra tornare d’attualità quella che era stata battezzata l’ipotesi Cossiga con una dichiarazione che il senatore a vita ha rilasciato a Sky Tg24: il missile sarebbe stato francese e l’obiettivo era Gheddafi. Che, in volo nei cieli italiani, era stato avvertito dal generale Giuseppe Santovito, ex capo del Sismi, e si era nascosto ai radar d’oltralpe deviando l’attacco sul velivolo di linea. Insomma, nulla di particolarmente nuovo per chi ha seguito la vicenda e nulla di particolarmente sorprendente per chi invece segue le dichiarazioni di Cossiga. Il quale ogni tanto “esterna” (”piccona”, si diceva ai tempi del suo settennato al Quirinale) senza che si innesti mai una qualche conseguenza.
(Antonella Beccaria, “L’ipotesi Cossiga, Ustica e le periodiche esternazioni”)

La Storia non si fa con i se e con i ma, lo sappiamo tutti, quindi figuriamoci se si fa con Cossiga. Pure, in tempi in cui si dibatte di revisionismo storico, fa piacere che anche il vecchio umorale presidente si dia una bella revisionata alle valvole e dica cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. E siccome si festeggia (?) il trentennale del ’77, ecco nuovi entusiasmanti capitoli di quella storia, per quel che vale oggi che persino Silvio ci sembra un film in costume del lontano passato, figuriamoci il Cossiga con la k, puro modernariato. Ma, così, tanto per riassumere, ecco qualche perla: “Quando ci accorgemmo che i sovversivi facevano presa sugli operai cominciammo a chiamarli criminali”. Bella pensata, trucchetto non nuovo, probabilmente in voga dai tempi delle piramidi, ma sempre efficace. Cossiga la chiama soavemente “manipolazione del linguaggio” e se ne dichiara responsabile (insieme a Pecchioli) con una certa fierezza: sappiamo peraltro che il linguaggio si fece manipolare volentieri. Sull’anniversario del ’77 piove la saggezza cossighiana: “La disposizione che avevo dato alla polizia era: se sono operai giratevi dall’altra parte; se sono studenti picchiate forte e giusto”
(Alessandro Robecchi, “Voi siete qui - Kossiga ci covava”)

Perché ancora ci si ricorda e si vuole tutti bene a Radio Alice e non a Mario Capanna? Come hanno fatto gli alicini a promuovere in scioltezza e dopo decenni le tv di strada (ce ne 250 in tutto la nazione)? Perché Cossiga se la mena ancora oggi per la sua kappa trentennale?
(Gomma TV, “Podcast 018 - Radio Alice 30 anni dopo. Con Valerio Minnella”)

Ghiaccio nel cervello.
Voglio la mia bustina di eroina per dimenticare.
Subito.
(Jaded Eyes, “PUNK 77 MEDIASET STYLE”)

Feb
28th
Thu
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Tu chiamalo (se vuoi) lavoro

Ah. Mi sono definitivamente stufato del mio lavoro. Ci sono tre mestieri degni d’invidia al mondo: il porno attore, il collaudatore di materassi e il tester di videogiochi.
Ora, escludendo le possibilita’ piu’ assurde, vuoi per scarsa fiducia nei propri mezzi o tendenze narcolettiche, mi riesce difficile pensare che la terza mi stia cosi tanto stretta. Ho una settimana di tempo per affilare l’accento, stamparmi il migliore dei sorrisi e convincermi di non aver nessun bisogno di cambiare lavoro.

Drastico cambiamento di abitudini etiliche. che significa tornare a vedere il mondo senza barcollare e sbattere sulle pareti alla ricerca del cesso piu vicino. E’ tutto molto triste, e pure molto vero, insomma torno a sentire un dolcissimo profumo di merda ovunque..
(one way misanthrope)

Mi hanno licenziata con una telefonata di 59 secondi… ahahhaha!
Proprio dei pezzi di merda, non mi hanno fatto il contratto, non mi hanno detto quanto avrei preso, mi e’ stato dato a mio parere pochissimo, e sono stata licenziata senza un cazzo di preavviso, dopo 14 giornate di lavoro (successive al mese da lavapiatti, nello stesso posto).
Accusata di essere lenta e poco attenta… e ogni giorno, anche se la padrona non lo sa, andavo via dopo l’orario per fare il fattibile. (IceBlog, “Di nuovo in giro”)

La terminologia pubblicitaria pullula di parole inglesi. Parole semplici dalla pronuncia semplice che il Topo, pur non sapendo l’inglese, ha sempre pronunciato correttamente. Da quando è stato Miami per uno shooting, ha preso a pronunciarle in maniera strana. Avvertenze: questo post fa ridere esclusivamente gli addetti ai lavori. Per una maggiore comprensione, ecco la solita legenda: Cs = Copiascolla, CdCs = Capo di Copiascolla aka Topo

Scena unica. Il Topo irrompe nell’ufficio di Copiascolla urlando come un pazzo.

CdCs - Mi si è sminchiato il pesciòt!
Cs - Cosa?
CdCs - Il pesciòt! Si è tutto sminchiato.
Cs - In che senso sminchiato?
CdCs - E’ tutto sgranato.
Cs - Sgranato?
CdCs - Sì, sgranato. Tipo pixelato.
Cs - Pixelato?
CdCs - Esatto. E anche la fustella è segata.
Cs - Segata?
CdCs - Sì, completamente segata in pieno!
Cs - E ti fa molto male?
CdCs - Beh, no, non direi. Ma che domanda è, scusa?
Cs - Devo saperlo per fare l’anamnesi.
CdCs - MA QUALE AMNESIA DI STO CA°#@§&/%!!!
Cs - Occhei Topo, non agitarti. Sono sicura che non è niente di grave. Ormai siamo in confidenza, ci conosciamo da anni e non ti devi vergognare. Calati i pantaloni e fammi dare un’occhiata.
CdCs - ???
Cs - Non è mica il primo che vedo, sai?
CdCs - Il primo che vedi cosa?
Cs - Il primo… pesciòt come l’hai chiamato tu.
CdCs - Cosa hai capito? Intendevo il peee-sciòtt!
Cs - Va beh, chiamalo come vuoi, sempre del bigolo si tratta. No?
CdCs - Ma quale bigolo? Sto parlando del peeeee-sssssciòtttt!
Cs - ?!?
CdCs - Il pesciòtt della scatola!
Cs - Ah! Il pack shot!
CdCs - E io cosa ho detto: il pesciòt!
(copiascolla)

Dato che si è capito, spero, che l’età anagrafica non costituisce da sola una particolare nota di merito, adesso si è passati alla costruzione del cv. Ti sei laureato l’altro ieri e dai una mano a fare gli esami? Professore Universitario. Lavori in banca? Banchiere. Hai appena preso 18 a Economia Politica 1? Economista. Lavi le scale? Stairways Manager. Fai le pompe? Ornitologo.
(brodo primordiale, “Pompiere?”)

Feb
27th
Wed
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Ci stanno uccidendo al suono della nostra musica

E’ vero che questa canzone potrebbe averla scritta Max Pezzali - tuttavia, sarà per la voce di Ronan “cicciobombo” Harris, e sarà per il video piuttosto notevole, questa cosa dei Vnv Nation, nell’insieme, è veramente onesta.
Illusion
Per altro è stata scritta per una ragazza inglese, pestata a morte da 5 teen agers in un parco.
Uccisa perchè era vestita “goth”, da gotica.

-

Da anni sostengo che i veri emarginati tra gli esseri umani sono i Goth e i Dark, scherniti e disprezzati dalla gente, incapace di tollerare che qualcuno possa esprimere esplicitamente e diversamente la propria malinconia, e tristezza, e debolezza, e dolore.

-

Neanche Obama si prenderà cura dei Goth, e dei Dark.
([dK], “Goth”)

Mother Jones pubblica una non meglio confermata, “torture playlist” usata dai militari americani
(Wittgenstein, “Io avrei usato “Whodunnit” )

And they call us the bad guys

(inkiostro, “Dalle parti opposte della barricata” - via simoneb|Scrapbook

Feb
25th
Mon
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Nylon stress | blob #02

il primo schiaffo è uno specchio, la mia faccia striata di alcol e stanchezza, un vestito attillato, un domani fulgido ingurgitato in un presente costante. il primo schiaffo è un abbandono, un vertice di solitudine magnifico. il primo schiaffo è felicità nuda, senza contesto.
elisa non semtte di parlare un istante, oppongo la stessa resistenza che potrebbero tre stuzzicadenti in croce rispetto ai baldacchini di berniniana fattanza.
(infandum, “ai bordi risate”)

E invece mi sono reso conto che da quando sono nato a oggi, nelle carte geografiche sono comparse un sacco di nuove nazioni. Ho provato a contarle, ma arrivato a quindici mi sono fermato. Era troppo deprimente. L’unica speranza, ho pensato, è che il processo continui, e che si arrivi a così tanti confini che sarà come se non ne esistesse nessuno. Ma chissà quanto tempo ci vorrà. Secoli. Forse millenni. E per allora sarò io a essere estinto. Che è meglio, forse.
(Renault4, “Vestigia”)

strapparE con le dita i collant in corrispondenza del buco del culo riporta ad una ViolenzA. essere Costretti ad eseguire Un ordine perentorio è Abuso di poteRE. inDossare cUnEi anali per svOlgere le faCCende domesticHe è un tormentoso dIversivo. odiare il CarnevaLe e vestIrsi da Suora per masTurbarsi solo per soddisfare il piacEre dissacRatorio del gEsto è movimento cerebrale.
(punti di vista, “MAnI legAte LibEre”)

A me il programma di Veltroni fa cagare (anche se i programmi - lo sappiamo - servono solo per non perdere le elezioni, perché in cinque anni di legislatura accade mediamente di tutto), l’idea che Ichino faccia parte del think thank poi mi mette anche un po’ di ansia addosso, la mozione Finocchiaro-Binetti sulla legge 194 mi sembra l’incendio di una polveriera.
(insolitacommedia, “The winner is”)

meravigliosamente.
fuori dal tempo e dallo spazio.
unbesiegbar.
(bonzo bar)

Quando è morto Wojtyla il conclave aveva eletto papa Uolterueltroni; lui per modestia ha rinunciato
(Gokachu, “Uolterueltroni, citando Uolterweltroni is on my mind)

non che la cosa mi inquieti granché, il mio nume tutelare è in pausa caffè dal 1981, quindi non dovrei notare troppo la differenza (il problema dei numi tutelari è che essendo atemporali (ossia da loro non piove mai, insomma, si tutelano pure loro) hanno un rapporto con il tempo tarato sull’eternità: concettualmente il mio potrebbe stare in pausa caffè fino al 2831 senza che nessuno dica niente).
(controkarma)

’sto capitalismo mi stressa.
(KarmaChimico, “Il liberismo ha i giorni contati”)

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Dark&Light Room - blob #01

Abbassi ancora l’aria condizionata. Adesso siamo a sedici gradi. Lei è cortese, non dice niente ma sai che sta gelando. Quando ti fermerai sull’autogrill e lei aprirà lo sportello avrà un collasso. Forse anche tu, sei più vecchio di lei, e hai troppo piombo in bocca. Ma non importa, ci sono delle eventualità a cui non ci si può sottrarre. Le chiedi se sente freddo. Ti dice di no. Fantastico. Tuo figlio ascolta i blink 182 nella cuffie nel tuo ex lettore mp3 samsung. Ti ferma la stradale. Dici all’agente di stare calmo, di non avvicinarsi troppo. L’agente ti fa segno di scendere dalla macchina. La tua ex moglie e il tuo ex figlio sono ancora nella tua ex auto mentre tu sei fermo in una piazzola di sosta. Ci saranno quaranta gradi. L’agente ti chiede se c’è qualcosa che non va? Non c’è niente che non va. Niente. E gli sottrai la pistola dalla fondina. Gliela punti alla faccia. Il suo collega adesso tira fuori la pistola e la punta alla tua faccia. - Non sparare -. Tutti e tre dite non sparare. Laura esce dalla macchina, urla sviene. Vai a capire per cosa. Le auto rallentano. Una si ferma a pochi metri e riprende la scena con un cellulare.
(Hotel Messico, “Sono stato concepito in una darkroom”)

Entrato il borsone, estratta la pistola, e sembra di essere in un vespasiano. La vecchia non è l’unica. Si sono pisciati addosso. C’è chi piscia dagli occhi. Alla guardia giurata hai fracassato qualcosa con il calcio della pistola. Il naso ora indica sinistra. Sembra un profilo. Chiquita non sarà contenta. Il sangue è un casino. Hai detto, fermi tutti. E’ una rafina. La parola rapina è finita dentro i 40 denari della calza. Qualcuno ti dice di non fare cazzate. Non fare cazzate. La posta di Via Carmignano è un appello di gente che ancora non è morta. Di gente che sorride ad ogni assenza. Gente che sorride perchè vogliono essere gli ultimi a morire. Anche Chiquita vi ammazzerebbe, dici. Rispondi, non fate voi cazzate. C’è il sole e ci sono gli alberi che ondeggiano e ci sono persone incollate alla vetrina con il cellulare in mano che ti fanno foto. E c’è il glicine che vola che sembra neve viola e buona da mangiare. Da bambino te ne mangiavi un ramo in sei minuti netti. Ora sei in mezzo a gente che si fa di Danacol, olio di pesce, soia, garcinia cambogia e carciofi. Atorvastatina, fluvastatina, pravastatina e simvastatina. Frullati e succhi di barbabietola prima che diventino bottiglie di Moët da due litri con i capelli bianchi. Le gomme della tua macchina hanno meno pressione. E non si pisciano addosso. Ti dicono, non fare cazzate. Dicono. Per favore. Sussurrano. Ti prego.
(resuscito, “Sono nato in una lightroom”)

è probabile che Piccolo Cane Morbidino
non ricevendo più nutrimento
inizierà a cibarsi del mio cadavere
e diventerà grande
e uscirà dalla bara
attraverso la terra
il primo a essere sbranato sarà il guardiano del cimitero
poi alla via così
sbranerà di qua e di là
finché un cecchino delle squadre speciali
non lo centrerà in mezzo agl’occhi

(Guido Catalano, “dentro di me c’è un piccolo cane morbidino che dice bau a forma di cuoricini rosa”

Feb
9th
Sat
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IL SALOTTO DI MAO \ GUIDO CATALANO - MAO & SANTABARBA

[Per cominciare bene l’anno e resuscitare il Blob of the Blogs]