25th
Dark&Light Room - blob #01
Abbassi ancora l’aria condizionata. Adesso siamo a sedici gradi. Lei è cortese, non dice niente ma sai che sta gelando. Quando ti fermerai sull’autogrill e lei aprirà lo sportello avrà un collasso. Forse anche tu, sei più vecchio di lei, e hai troppo piombo in bocca. Ma non importa, ci sono delle eventualità a cui non ci si può sottrarre. Le chiedi se sente freddo. Ti dice di no. Fantastico. Tuo figlio ascolta i blink 182 nella cuffie nel tuo ex lettore mp3 samsung. Ti ferma la stradale. Dici all’agente di stare calmo, di non avvicinarsi troppo. L’agente ti fa segno di scendere dalla macchina. La tua ex moglie e il tuo ex figlio sono ancora nella tua ex auto mentre tu sei fermo in una piazzola di sosta. Ci saranno quaranta gradi. L’agente ti chiede se c’è qualcosa che non va? Non c’è niente che non va. Niente. E gli sottrai la pistola dalla fondina. Gliela punti alla faccia. Il suo collega adesso tira fuori la pistola e la punta alla tua faccia. - Non sparare -. Tutti e tre dite non sparare. Laura esce dalla macchina, urla sviene. Vai a capire per cosa. Le auto rallentano. Una si ferma a pochi metri e riprende la scena con un cellulare.
(Hotel Messico, “Sono stato concepito in una darkroom”)
Entrato il borsone, estratta la pistola, e sembra di essere in un vespasiano. La vecchia non è l’unica. Si sono pisciati addosso. C’è chi piscia dagli occhi. Alla guardia giurata hai fracassato qualcosa con il calcio della pistola. Il naso ora indica sinistra. Sembra un profilo. Chiquita non sarà contenta. Il sangue è un casino. Hai detto, fermi tutti. E’ una rafina. La parola rapina è finita dentro i 40 denari della calza. Qualcuno ti dice di non fare cazzate. Non fare cazzate. La posta di Via Carmignano è un appello di gente che ancora non è morta. Di gente che sorride ad ogni assenza. Gente che sorride perchè vogliono essere gli ultimi a morire. Anche Chiquita vi ammazzerebbe, dici. Rispondi, non fate voi cazzate. C’è il sole e ci sono gli alberi che ondeggiano e ci sono persone incollate alla vetrina con il cellulare in mano che ti fanno foto. E c’è il glicine che vola che sembra neve viola e buona da mangiare. Da bambino te ne mangiavi un ramo in sei minuti netti. Ora sei in mezzo a gente che si fa di Danacol, olio di pesce, soia, garcinia cambogia e carciofi. Atorvastatina, fluvastatina, pravastatina e simvastatina. Frullati e succhi di barbabietola prima che diventino bottiglie di Moët da due litri con i capelli bianchi. Le gomme della tua macchina hanno meno pressione. E non si pisciano addosso. Ti dicono, non fare cazzate. Dicono. Per favore. Sussurrano. Ti prego.
(resuscito, “Sono nato in una lightroom”)
è probabile che Piccolo Cane Morbidino
non ricevendo più nutrimento
inizierà a cibarsi del mio cadavere
e diventerà grande
e uscirà dalla bara
attraverso la terra
il primo a essere sbranato sarà il guardiano del cimitero
poi alla via così
sbranerà di qua e di là
finché un cecchino delle squadre speciali
non lo centrerà in mezzo agl’occhi
(Guido Catalano, “dentro di me c’è un piccolo cane morbidino che dice bau a forma di cuoricini rosa”)