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Feb
29th
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PunKossiga

Lui è tutto. Come Enrico Ruggeri, Cossiga è stato punk prima di te. Adesso è indie-emo ma, già che si intravede all’orizzonte il ritorno dell‘hair-metal, Cossiga sarà annoverato come socio fondatore dei Faster Pussycat. A Cossiga spiegano lo wi-fi e lui si installa tre sistemi wi-fi in casa, naturalmente criptati e protetti (solo i servizi segreti spagnoli hanno violato il muro di sicurezza del Picconatore, un piccolo portatile che tiene in salotto e tramite il quale chatta con Batasuna.) I blogger si vomitano addosso storie di amori falliti e droghe, rock e morte? Fanno e rifanno siti nei quali straparlare solo dei cazzi propri? Tanto Cossiga già sa tutto: Ustica, Moro, Bologna, massoneria e BR. A quando i CossigaFacts? Fate pure. Cossiga l’ha già letti tutti.
(Il Feroce Direttore, “Gli impossibili ‘facts’ dell’unico uomo che li meriterebbe”)

Leggi Famiglia Cristiana e dopo un po’, nemmeno ti accorgi come, inizi a percepire la pressione di un tiepido, paterno palmo sulla nuca, che ti orienta sì (e comunque alzi la mano chi non ha mai sentito il bisogno di un nocchiero, magari in un momento di confusione), ma che ti sostiene e rassicura al punto da farti sembrare irrisorio e anzi dovuto ciò che chiede in cambio.
La sensazione, assicuro, è gentile, rassicurante, piacevolissima.
Tipo l’eroina.
(ThePetunias)

Un po’ come un tiro di coca. Ed oggi capisci che adesso e’ sull’altra facciata che si lavora.
(It is Getting Tougher to Say the Right Things, “Antidotes”)

Io mi sorprendo sempre ogni volta che vedo la pletora di gente, anche di sinistra, che sta lì a pendere dalle labbra e dalle sparate senili di questo anziano papista fascio ormai andato, detto picconatore. Anche perchè da “giovane” politico attivo era il principe del sistema degli stronzi, quando con i suoi blindati attaccava tutto ciò che portava un po’ di novità in questo povero paese papista, soprattutto se proveniva dai giovani.

Nonostante ciò ogni volta che si lamenta per lo spostamento del catetere, tutti lì a riprendere la sbavata e ad imbastirvi migliaia di discussioni.

Sinceramente, non è che col passare del tempo gli stronzi migliorano, anzi..
(Neskens, “Ma pensa al tuo catetere”)

Un po’ di tempo fa si confermava quanto già si era detto: il 27 giugno 1980 sopra il Mediterraneo, più o meno all’altezza di Ustica, c’era la guerra. Ma per l’abbattimento del DC9 dell’Itavia, l’aereo civile partito da Bologna alla volta di Palermo che si trascinò dietro 81 persone, sono andati tutti assolti i vertici dell’aeronautica italiana. E ora sembra tornare d’attualità quella che era stata battezzata l’ipotesi Cossiga con una dichiarazione che il senatore a vita ha rilasciato a Sky Tg24: il missile sarebbe stato francese e l’obiettivo era Gheddafi. Che, in volo nei cieli italiani, era stato avvertito dal generale Giuseppe Santovito, ex capo del Sismi, e si era nascosto ai radar d’oltralpe deviando l’attacco sul velivolo di linea. Insomma, nulla di particolarmente nuovo per chi ha seguito la vicenda e nulla di particolarmente sorprendente per chi invece segue le dichiarazioni di Cossiga. Il quale ogni tanto “esterna” (”piccona”, si diceva ai tempi del suo settennato al Quirinale) senza che si innesti mai una qualche conseguenza.
(Antonella Beccaria, “L’ipotesi Cossiga, Ustica e le periodiche esternazioni”)

La Storia non si fa con i se e con i ma, lo sappiamo tutti, quindi figuriamoci se si fa con Cossiga. Pure, in tempi in cui si dibatte di revisionismo storico, fa piacere che anche il vecchio umorale presidente si dia una bella revisionata alle valvole e dica cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. E siccome si festeggia (?) il trentennale del ’77, ecco nuovi entusiasmanti capitoli di quella storia, per quel che vale oggi che persino Silvio ci sembra un film in costume del lontano passato, figuriamoci il Cossiga con la k, puro modernariato. Ma, così, tanto per riassumere, ecco qualche perla: “Quando ci accorgemmo che i sovversivi facevano presa sugli operai cominciammo a chiamarli criminali”. Bella pensata, trucchetto non nuovo, probabilmente in voga dai tempi delle piramidi, ma sempre efficace. Cossiga la chiama soavemente “manipolazione del linguaggio” e se ne dichiara responsabile (insieme a Pecchioli) con una certa fierezza: sappiamo peraltro che il linguaggio si fece manipolare volentieri. Sull’anniversario del ’77 piove la saggezza cossighiana: “La disposizione che avevo dato alla polizia era: se sono operai giratevi dall’altra parte; se sono studenti picchiate forte e giusto”
(Alessandro Robecchi, “Voi siete qui - Kossiga ci covava”)

Perché ancora ci si ricorda e si vuole tutti bene a Radio Alice e non a Mario Capanna? Come hanno fatto gli alicini a promuovere in scioltezza e dopo decenni le tv di strada (ce ne 250 in tutto la nazione)? Perché Cossiga se la mena ancora oggi per la sua kappa trentennale?
(Gomma TV, “Podcast 018 - Radio Alice 30 anni dopo. Con Valerio Minnella”)

Ghiaccio nel cervello.
Voglio la mia bustina di eroina per dimenticare.
Subito.
(Jaded Eyes, “PUNK 77 MEDIASET STYLE”)